La croce da un’altra “prospettiva”

Immagine interna

Un dipinto del sacerdote-pittore Sieger Köder ci racconta il dramma della croce attraverso lo sguardo di Gesù. Cristo è a terra, il sole è tenebroso: vive un’eclissi di dolore; leggiamo:  «Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio» (Marco 15,33). Il cerchio intorno è composto da vari personaggi: alcuni pensano, altri si coprono il viso; non mancano coloro che ridono e gli indifferenti. Ci sono anche animali disgustati per quanto accade: le vere “bestie” sono gli uomini. Il toro rievoca il Salmo 22: «Mi circondano tori numerosi, mi accerchiano grossi tori di Basan» (v. 13). Il soldato, l’unico senza volto, inchioda Cristo in croce. È anonimo perché l’assassinio è collettivo. Purtroppo, se si uccide “insieme”, la sensazione è quella di non sentirsi colpevoli.

Guardiamo i poveri, gli emarginati, i derisi, gli umiliati dalla “prospettiva del” Cristo inchiodato sulla croce. Buon triduo pasquale.

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