Mostra

Sull’Amoris laetitia sono stati pubblicati diversi commenti e organizzate conferenze in tante diocesi italiane. I temi, gli argomenti, le suggestioni proposti dal pontefice stanno arricchendo il pensiero teologico e pastorale. Ho provato anch’io a dare il mio contributo attraverso un saggio intitolato: Famiglia: un’opera d’arte. Riflessioni sull’Amoris laetitia attraverso i grandi pittori, Effatà editrice – Istituto Superiore Scienze Religiose di Sassari.

Attraverso l’arte di pittori del passato e contemporanei, ho tentato di evidenziare ciò che mi ha maggiormente colpito dell’Esortazione. La pittura, non esclusivamente quella sacra, mi ha permesso di evitare elucubrazioni da scrivania per entrare in empatia con le persone che incontro ogni giorno. Perché l’arte non è semplicemente un fatto culturale e nemmeno una mera manifestazione dello spirito: è il luogo dove si determina il senso del nostro essere. Questo dimostra che l’esperienza estetica non può essere dissociata dal mondo reale, come di fatto accade nel campo scientifico, tecnologico, socio-politico ed economico.

Nella nostra società non è semplice recepire lo spirito di un quadro. L’overdose di immagini pubblicitarie ha creato in noi un meccanismo di difesa: dissociamo gli occhi dal cuore. Durante questi mesi di studio, ho pubblicato nei social media molti dei dipinti e affreschi. La reazione è stata sempre più al commento che accompagnava il dipinto, l’icona o l’affresco, piuttosto che ai movimenti, ai colori, all’anima dell’opera stessa. Timothy Verdon, dunque, ha colto nel segno quando ha scritto che «guardiamo, registriamo pure il senso della cosa guardata, ma non lasciamo che l’esperienza visiva oltrepassi il livello nozionale per toccare i sentimenti, per commuovere, per imprimersi nel nostro spirito. Trovando false e triviali, se non addirittura disumane e degradanti, molte immagini che la cultura odierna propone, chiudiamo gli occhi del cuore per conservare l’integrità: al junk food preferiamo il digiuno».

Il mio obiettivo sarà dimostrare che, se presentata in modo accattivante, la pittura sacra (e non solo) continua a scandagliare la complessità del reale, a emozionare e ad avvolgerci di trascendenza. Non dimentichiamo che la pittura è teologia della carne e gli artisti sono gli esegeti del Verbo.

Per questo motivo, ho creato una mostra di 10 pannelli con le riproduzioni di alcune pagine del libro. La mostra sarà esposta nei luoghi dove presenterò il saggio, ma anche nelle comunità parrocchiali e nei centri culturali che ne faranno richiesta.

 

Don Giuseppe Pani

Per informazioni: dongiuseppe.pani@gmail.com

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