Un’estate “creativa”

Estate creativa

Pur rispettando la buonafede delle scelte altrui, nelle settimane di lockdown ho preferito condividere coi miei studenti e sui social contenuti filosofici, teologici, spirituali, letterari e artistici. Diversi pensatori hanno proposto l’immagine del sasso lanciato in uno stagno che, di rimbalzo in rimbalzo, fa comparire sull’acqua dei cerchi sempre più grandi, che finiscono per abbracciare lo stagno intero. Senza stravolgere il senso di una nota pagina evangelica, ho scagliato pietre (le parole occorre “lanciarle” perché le cose accadano) per creare cerchi di etica (una micro-lezione per i miei studenti, una meditazione oppure un post sui social) capaci di dilatarsi nella rete il più possibile: la società digitale è umanità reale. Sassi e cerchi concentrici che hanno ispirato il mio prossimo libro: tredici brevi riflessioni di teologia del limite per vivere meglio il nuovo presente. La prefazione è di un noto teologo e amico. Vi terrò aggiornati.

Inoltre, in questi giorni di riposo ho pensato a come organizzare l’Ufficio per la pastorale universitaria, la cultura e l’evangelizzazione digitale. Predicare il Vangelo a ogni creatura è il compito che Gesù ha affidato ai suoi discepoli. Un’universalità  da proporre nell’attuale contesto sociale e politico: «Fedele al modello del Maestro, è vitale che oggi la Chiesa esca ad annunciare il Vangelo a tutti, in tutti i luoghi, in tutte le occasioni, senza indugio, senza repulsioni e senza paura. La gioia del Vangelo è per tutto il popolo, non può escludere nessuno» (Evangelii gaudium, 1). L’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, la cultura e l’evangelizzazione digitale, creato da Mons. Roberto Carboni, arcivescovo di Oristano, si inserisce in questo processo di rinnovamento voluto da papa Francesco. All’inizio del percorso gli obiettivi saranno quattro: 1. fare il primo passo per quanto riguarda la Pastorale universitaria, rispettando la pluralità, le storie e i volti di ciascuno: è possibile comunicare e comprendersi anche quando i pensieri sono differenti; 2. vivere, anche nell’infosfera, l’umiltà, la misericordia e il servizio; 3. pensare a uno stile pastorale adeguato al nostro tempo e non “fuori dal mondo”; 4. la nascita di una “comunità attiva” nella Chiesa del Carmine di Oristano nelle prossime settimane. Accetto questa sfida consapevole che soltanto un cambiamento di stile può creare una nuova attenzione nei confronti del Cristianesimo. La scoperta di Cristo, infatti, stimola ciascuno a dare il meglio di sé, a essere una risorsa di speranza per tutta l’umanità.

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